L'opinione di...
"Piero Intonti: Dove ci porta il commercio elettronico?
Cos'è il prezzo? La risposta è in fondo fin troppo banale: il prezzo
è il punto di incontro fra la domanda e l'offerta. Mettendoci quindi nei panni di un comune acquirente, se noi rappresentiamo la domanda dovremmo applicare questo semplice principio ogni qual volta andiamo a comprare qualcosa che ci serve, a "aprire una trattativa" con il venditore finchè non si raggiunga un accordo.
A meno che non si parli di trattative complesse, o non ci si trovi in giro per mercati di quartiere, sappiamo tutti molto bene che così non è, e che il prezzo è in fondo la risultante di un sistema di analisi dei costi, studio del mercato, posizionamento e altro ancora che le aziende spesso fanno e che finiscono spesso col produrre un prezzo che viene definito "prezzo di vendita". Le modifiche a questo prezzo spesso richiedono una raccolta e un'elaborazione dinamica delle informazioni (ad esempio una previsione della domanda, un'analisi dei bisogni, il monitoraggio della concorrenza, etc.) per cui il tutto non avviene cosi' simultaneamente, creando la sensazione del "push price", ovvero un prezzo "spinto" dai produttori dei singoli beni.
In un sistema di comunicazione che abbiamo imparato a definire "molti-a-molti" dove ciascuno è fruitore e attore contemporaneamente di informazioni e potenzialmente di servizi (parliamo di Internet, ovviamente) questo scenario può tendere a modificarsi, e venditore e compratore possono immediatamente (o comunque con una velocita' maggiore rispetto a quella alla quale siamo abituati) stabilire quel feedback necessario ad elaborare il prezzo migliore per entrambi. In altre parole, con un sistema valido e funzionale di scambio informazioni fra domanda e offerta il prezzo diventa davvero una componente "variabile", tanto addirittura da apparire come "pull price", ovvero un prezzo che è fatto dal mercato piuttosto che da chi offre i prodotti sul mercato.
Io credo che Internet ci abituerà a questo modo nuovo di concepire il commercio elettronico, e che al fianco della trasposizione elettronica del commercio tradizionale (i siti di e-commerce oggi funzionano praticamente tutti cosi') si svilupperà in parallelo il concetto di "market pricing", al quale oggi ci stanno già abituando i numerosissimi siti di aste on line (cos'e' infatti un asta se non una compravendita dove la variabile è il prezzo di vendita?). E' un nuovo mercato, potenzialmente enorme ed estremamente affascinante al quale dovremo abituarci, e che sfrutterà pienamente lo strumento telematico come campo di azione. Seguite l'onda....
Piero Intonti, 31/01/2000
